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PATHETIQUE  Melodramma

OPERA in Three Acts with Ouverture and Requiem

Abstract:

Pathetique Melodramma is an original music-theatre work that emerges from deep engagement with Tchaikovsky’s Symphony No. 6 “Pathétique”. Rather than adapting or quoting, the project creates a conceptual continuation of the Pathétique, expanding its emotional and metaphysical terrain into a staged narrative.​ Structured in four parts — a narrative Overture, two dramatic acts grounded in the human world, and a final original Requiem — the work explores the tension between love, power, and historical limitation, culminating in a space where love can exist beyond time and matter.

 

This project intertwines dramaturgy, music, and philosophical inquiry — not as illustration, but as lived experience through performance.

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Dramaturgical Structure:

  • Ouverture — a threshold, a pre-memory, the conditions of the drama

  • Act II — life, desire, power and illusion

  • Act III — fracture, impossibility, death

  • Act IV (Requiem) — completion, stillness, love beyond the world

Carachters:

   Kandal, amante fuggitivo, tenore;

   Kemal, amato che non fugge, controtenore;

   Urumj, principessa di Dara, soprano;

   Najro, arcano maggiore dell'amore e della morte, basso;

   Temiro, capo delle guardia, baritono;

   Lidya, giovane del paese, mezzo soprano;

   Andrej venditore del mercato, baritono;

   Ilo, carnefice, tenore;

   Sospiri, arcani minori dell'Amore, coro.

 

ALTRI: Guardie della Principessa, Popolani, Monelli, Venditori, Zingari, Ombre del tempo, Damigelle, Nobili di corte, Immortali.

with M° Valery Gergiev

with M° Ezio Bosso

This work is not an opera in the traditional sense of narrative or emotional catharsis.

The work does not seek to explain events, but to make the audience live through them.

​Music, word and silence are treated as equal dramaturgical forces. ​​The Requiem — approx. 18 minutes — is not liturgical consolation, but a transcendent space where musical structure and metaphysical intent converge.

The project integrates narrative, orchestral form, and philosophical inquiry, inviting audiences to live through rather than observethe drama.​ 

The voice of this project calls for a composer who understands music as existential architecture, not stylistic display.

Artistic Vision:

“Mai nessuno conosceràil segreto di questa sinfoniaall'infuori di me stesso."

P.I. Tchaikovsky, 1893

"A Riccardo, mio padre.

Alle mille ineffabili parole sue, racchiuse in un imperfetto silenzio musicale."

G. Giadima, 2017

Azione:

L'azione ha luogo intorno al 530, al confine nord della Mesopotamia, nella fortezza bizantina di Dara. Allorché sotto l'Impero romano d'Oriente, governato Giustiniano I, la guerra iberica mossa dall'Impero persiano dei Sasanidi, volge al termine con la “Pace eterna”.

Argomento:

Sinfonia No.6 / Op.74 di P.I. Tchaikovsky

“Posso affermare con tutta sincerità che ritengo questa Sinfonia, or ora ultimata, il lavoro migliore da me composto e comunque il più sincero, si che mi è caro come nulla al mondo”. La prima esecuzione si tenne a S. Pietroburgo il 16 ottobre 1893, in un concerto organizzato dalla Società musicale russa, sotto la direzione dell'autore. Il sottotitolo 'Patetica' fu proposto da Modest, il fratello del compositore, il giorno dopo la prima: esso si affermò nonostante non fosse gradito all'autore.

La Sesta Sinfonia si presta ad essere letta come il gesto creativo estremo di uno spirito esausto, un sigillo, un ultimo respiro. Lo stesso autore ne dovette essere consapevole, allorché nell'ottobre 1893 scrisse al granduca Konstantin Konstantinovic Romanov: “È sconcertante come la mia ultima Sinfonia, quella che ho appunto finito, sia intrisa di un'atmosfera non diversa da un Requiem, particolarmente nel tempo finale”.

L'idea germinale di quella che egli stesso chiamava la “Sinfonia a programma”, pare risalisse ad un documento vergato l'anno prevedente: “L'essenza intima del piano della Sinfonia è la VITA. Primo movimento – tutte passioni impulsive, fiducia, voglia di fare. Deve essere breve. (Finale MORTE – dovuta al collasso), Secondo movimento, amore; terzo, delusioni; il quarto finisce spegnendosi (ugualmente breve)”. Un “programma” che forse fu tenuto presente per l'incompiuto lavoro in mi bemolle ,ma che per il nuovo subisce cambiamenti ed adattamenti, Racconta lo stesso Tchaikovsky a suo nipote Bobik Davidov: “ vorrei descriverti il piacevole umore che devo al mio nuovo lavoro. Ti ricorderai che in autunno ho distrutto la maggior parte di una Sinfonia già compiuta e già strumentata, Feci benissimo perché valeva assai poco: un vacuo giocherello di note, senza ispirazione autentica. Durante il viaggio a Parigi mi venne l'idea di una nuova Sinfonia sopra un programma che dovrà però rimanere misterioso per tutti, un programma così ben celato che nessuno sarà capace di scoprirlo anche dovesse rompersi il capo. Questo programma riflette via via i miei sentimenti più intimi. In viaggio, mentre mentalmente ne andavo componendo l'abbozzo, scoppiai più d'una volta a piangere come se fossi in preda alla disperazione. Al mio ritorno mi misi a scrivere e lavorai così intensamente che in men di quattro giorni portai a termine il primo tempo, mentre gli altri son già nettamente delineati nella mia mente. La forma di questa Sinfonia è per molti lati insolita: per esempio il finale non sarà un fragoroso allegro, ma un lento adagio.Non puoi figurarti come sia felice di constatare che non è ancora finita per me, che sono ancora capace di creare”.

" I create works where music and dramatic narrative meet the metaphysical dimension of human experience. "
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