Lo spirito della Tradizione
- giadimanews

- 18 gen 2024
- Tempo di lettura: 7 min
Aggiornamento: 4 giorni fa
28/10/2023
"La storia della Roma Eterna e lo Spirito della Tradizione".

> INTRODUZIONE:
Quanto vive un Essere umano? 100 anni se è molto fortunato! È un concetto QUANTITATIVO.
Come vice un Essere umano? …bene, male, è litigioso, è premuroso, si ammala, è sano come un elefante?? Talvolta è questione di scelta, altre di eredità, altre ancora è imposizione. Ma il Come è un concetto QUALITATIVO.
Un essere umano mediamente figlia intorno ai 33 anni.
Se saltiamo 3 Padri all’indietro, avremo fatto un salto di 100 anni.
30 Padri, 1000 anni.
Con 81 Padri, siamo a circa 2700 anni indietro.
A quell’epoca non erano ancora nati alcuni uomini come Parmenide, Eraclito, Socrate, Platone, Aristotele e Gesù. A quell’epoca però inizia la storia di ROMA.
Faremo adesso, insieme, un volo su una Storia di circa 2700 anni (in 7 minuti), cercando - come delle Aquile che guardano dall’alto - degli elementi che ci aiuteranno a decifrare dei passaggi (legando alcuni punti) e a costruire il Futuro. È una storia di contrasti che ha in sé nascosto un grande insegnamento!
> CAPITOLO 1: “ROMA nasce nel 735 a.C.”
Nasce da un “seme greco”. Quel greco si chiama ENEA (è figlio di VENERE, la beltà).
Esule dalla città di Troia […distrutta da Ulisse e da amici Spartani, mossi alla guerra da un “AMORE TRADITO”… il ratto di Elena al marito, Menelao di Sparta, da parte dal principe troiano Paride, cui Afrodite aveva promesso la donna più bella…] Enea tenta di raggiungere il Lazio - terra dei suoi antenati - per fondare la “Nuova Troia” nel Lazio.
La città che dominerà il mondo “Caput Mundi” (capitale del mondo).
Si imbarca con 20 navi, portando con se i Penati […sono statue di divinità, gli Dei dei Padri - che non può toccare perché è impuro, avendo ucciso i nemici, fattore che gli da gloria, ma gli toglie purezza - protettrici della famiglia e dello stato…] per far nascere una “Stirpe NOBILE e CORAGGIOSA, una razza che sarà conosciuta e rispettata da tutti i popoli” come stabilito dalla Profezia. Questo è lo “SPIRITO DELLA TRADIZIONE”.
Il viaggio però è ostacolato da una dea Giunone (Era) […moglie di Giove (Zeus), che vede nella nascita di Roma: la rovina di Cartagine, città a lei cara; oltre al prosieguo della ferita, Lei odia i Troiani perché sono figli discendenti di uno dei vari tradimento di suo marito…] che chiede ad Eolo (sovrano dei venti) di affondare le navi.
Ma il viaggio va bene, guidato della “stella del mattino (Venere)” dall’AMORE della stella che è sua madre. […ricovriamoci questa Stella perché è l’elemento centrale del simbolo della Repubblica Italiana…].
ROMA letta al contrario (bifronte) diventa AMOR. […quindi da una guerra nata per un “AMOR Tradito”, la profezia ci conduce alla fondazione di una città basata sull’ ”AMOR”…]
Lì approdato nel Lazio, secondo le tradizioni greche e romane, Enea e i suoi discendenti (Romolo e Remo) avrebbero fondato Roma.
> CAPITOLO 2: “ROMA cresce e si sviluppa”
Unendo la SAGGEZZA della Filosofia […della Grecia antica e della Magna Grecia = “amore per la conoscenza + conoscenza della misura”…] e la FORZA quasi illimitata (divina?) data da Presagio ad Enea […“far nascere una stirpe di uomini Nobili e Coraggiosi”…] si compiono dei veri Prodigi, quasi dei Miracoli.
In un tempo tutto sommato breve, nascono:
il DIRITTO (che norma il vivere della comunità, con le leggi);
l’AMMINISTRAZIONE (cioè il governo della Capitale e delle Colonie… divise in Pars Occidentalis e Pars Orientalis).
si fanno altri miracoli… si inventa la VOLTA (che permette di creare edifici più grandi e più alti);
la CUPOLA, che permette di farli più belli (termine che ci lega anche a quella mafiosa);
gli ACQUEDOTTI (che permettono di estendere il raggio della città).
La forma dello STATO è l’Impero […la Roma che dalla profezia sarà “eterna” ed “impererà” sul mondo…]. Il Simbolo scelto per rappresentarsi sta nell’Egidia, nella protezione divina: l’Aquila Monocefalo è Giove (simbolo del potere).
La forma di GOVERNO cambia: da Res Publica Oligarchica (de iure) a Principato (de facto) a Monarchia Assoluta.
Anche la capitale di Pars Occidentalis cambia: Roma (dal 27 a.C. a 286 d.C.), Milano (286 a 402), Ravenna (402 a 476).
Dal 380 d.C. la religione dell’impero è quella Cristiana Cattolica - che strizza l’occhio al Potere - ed usa l’Evangelizzazione come via per estendere i confini ed il domino di Roma.
Ma Roma degenera:
confonde l’Autorevolezza (della Conoscenza) con la Forza-Autoritaria;
confonde la Nobiltà (dell’Animo) con la Brama-di-Potere.
> CAPITOLO 3: “ROMA entra in crisi e crolla”
È la Roma Pars Occidentalis che crolla!
Quella di cultura latina - assetata di potere e complotti, espansionista - uguale a quella che vediamo oggi.
Come tuttavia accade in una pianta che sta seccando, però resiste la parte più vicina alle radici, di cultura greca, vicina allo “Spirito della Tradizione” […quello dei Penati, divinità dei Padri, basato sulla Famiglia e sullo Stato…].
La Roma (una pianta eterna!?) della Pars Orientalis.
Quella che, forse non a caso, sceglie come suo simbolo l’Aquila Bicefala […identifica l’unione dei due imperi.. che nella mia cognizione sono solo quello della Terra e quello del Cielo, Potere e Anima, uniti dall’Amore…].
L’Impero Romano d’Oriente (o Bizantino) è un Impero vero (non esente dalle cose degli uomini), ancorato alle radici.
È situato lì, sulla strada verso i luoghi dove tutto ha avuto origine […tra il Tigri e l’Eufrate, in Mesopotamia, che hanno il loro bacino in Turchia…].
Capitali d’Oriente sono: Nicomedia (286 a 330), Costantinopoli (330 a 395), Siracusa, Nicea.
Dopo il grande scisma 1054 d.C. la religione dell’impero è quella Cristiana Ortodossa […che non è dotata di un’autorità governativa centrale analoga al Vescovo di Roma, pur se il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli è riconosciuto da tutti i vescovi come “primus inter pares” e rappresentante-capo spirituale…].
Una religione che per l’appunto che la stessa radice Cristiana, ma non la matrice utilitaristica-governativa di quella Cattolica, usata come mezzo per estendere i confini e dominare sulle masse (ed i Gesuiti in questo sono maestri assoluti).
Un Impero di Tradizioni e Radici - di cui noi tutti come Unione Bizantina facciamo parte - che si protrasse fino alla conquista di Costantinopoli da parte degli Ottomani nel 1453 […sotto l’Imperatore Costantino XI Paleologo, da cui la mia famiglia discende…].
> CAPITOLO 4: “ma la Profezia dice che ROMA è eterna?”
Proviamo a collegare Causa ed Effetto… Passato, Presente e Futuro.
Se Roma è ETERNA […come da Profezia, anche se noi - figli della contemporaneità - non siamo avvezzi a credere alle Profezie…] dove è finita oggi Roma (quella dello Spirito delle Tradizioni)?
Ebbene è nell’Oggi (Presente) che noi dobbiamo sintetizzare l’insegnamento della storia.
È qui che va trovata la chiave per aprire la porta ad un Futuro migliore.
Dal Passato (capitoli 1 2 3) possiamo trarne una regola semplice:
“la TRADIZIONE, quella che si ispira alle RADICI (dei Penati.. Famiglia e Stato) e segue la via della SAGGEZZA (dell’Amore per la Conoscenza) sopravvivere”.
Per differenza la “Ricerca del Potere e la perdita delle Radici” indicano il percorso della Crisi, del Declino e della Morte.
> OGGI:
Allo Stato ITALIA […figlio della Roma-Latina, con il seme Greco di Enea, rappresentato nel suo stemma dai simboli: STELLA (la visione del cuore.. seguita da Enea; RUOTA DENTATA (impegno e innovazione); OLIVO (pace); QUERCIA (forza); REPUBBLICA (cosa pubblica…] manca tutto il concetto di STATO.
Manca cioè; la consistenza valoriale; l’entità congenita caratterizzante; la territorialità sovrana; l’organizzazione della vita del suo popolo, pensando al bene pubblico all’interno della res-pubblica (cosa pubblica).
Viviamo in un Occidente Scriteriato-Bramoso-Sradicato-Massificato.
Oggi - in questo tempo “confuso ad arte, macchinosamente” - l’insegnamento arriva ancora una volta dall’impero Romano d’Oriente: dalla saldezza dei valori della RUSSIA (che hanno deciso di non accettare più le solite pagliacciate colonialiste Occidentali) e dalle radici sacrali del CRISTIANESIMO ORTODOSSO.
Loro, Noi (come Unione Nobiltà Bizantina), sembriamo essere gli unici degni eredi della Tradizione.
> FUTURO:
Ma la vera domanda per me è: “qual’è il MATTONE che ci permetterà di ricostruire la Roma ETERNA in Italia (o ovunque essa sia… Troia-Roma-Costantinopoli-???) ?”.
Quel mattone sta nel Logos […cioè nelle parole della Profezia di cui Enea si è fatto eroe classico. Nel far nascere una “Stirpe NOBILE e CORAGGIOSA, una razza che sarà conosciuta e rispettata da tutti i popoli”…].
Lui deve diventare lo strumento della nostra lotta giornaliera (non episodica), personale e di gruppo.
La via per procedere, facendo vivere in Eterno lo Spirito della Tradizione (le radici dei Penati) e la Saggezza della Filosofia-Costruttiva (che è Amore per la Conoscenza).
Allora, appoggiati a quella Profezia, c’è da porsi due domande chiave:
Cos’è la NOBILTÀ? Nel senso più puro della Tradizione, Nobiltà è una questione di “consistenza” ma non intesa come fattore QUANTITATIVO […nel senso di “status-casta” cioè una caratteristica sociale che significa “condizione/privilegio”… di matrice AVERE…] quanto invece è una dote QUALITATIVA, di carattere Spirituale-Intellettuale-Morale che si evince e si rispecchia nel Fare. Domanda nella domanda: può la DEMOCRAZIA - che Aristotele, nella sua degenerazione, definiva il governo rumoroso della Feccia - contenerla? No! È troppo rumorosa, infantile ed inconcludente, arraffona ed affamata. La via invece sta nell’’ARISTOCRAZIA cioè il governo dei “nobili Qualitativamente”).. Sono le proprietà che fanno La nobiltà? Sono i conti in banca che determinano l’appartenenza all’aristocrazia? O sono proprio proprietà e denaro che determinano (non sempre certo) il carico di un pesante fardello che obnubila dal senso-direzione-percorso e fa perdere le Radici?
Cos’è il CORAGGIO? Propriamente insito nella seme del Coraggio c’è il concetto dell’ “agire”, ma etimologicamente è un agire non in modo “sfrontato” (come facilmente si fraintende) ma nel farlo “avendo (mossi da) cuore” (Coraggio è haber corem).
> CONCLUSIONI: “il cammino verso la ROMA eterna?”
Il nostro cammino - del fare - sta nell’essere “Uomini di AMOR”:
di FILOSOFIA (Amore per la Conoscenza);
di NOBILTÀ (Amore per l’altro, Spirituale-Intellettuale-Morale);
di POLSO (cioè dotati di quella Forza Consistente che è l’UNIONE dei due Imperi, del Cielo e della Terra).
“Uomini guidati - nel Fare - dal verbo AMARE non dal verbo AVERE”.
Ma ricordiamoci veramente di Fare, fissando obiettivi intermedi… poiché i sogni senza traguardi intermedi (giornalieri, mensili, annuali.. di vita), sfumano, perché si perde la benzina. Disciplina e/è trasformazione!! La VIA, la VERITÀ e la VITA.
E ricordiamoci come dice uno scrittore che amo, che “Tutto l’amore che non diamo è perso bruciato marcito. Non te lo puoi conservare. È il contrario dell’economia reale, il PIL dell’amore deve fare bancarotta continuamente”.
OGGI in SAI il Principe Ezra Foscari Widman Rezzonico Tommasini Paternó Leopardi a capo della Casa Giustiniania Heracliana del Romano impero d’Oriente, sotto la simbolica e alta protezione spirituale della Sacra Chiesa Ortodossa, riconosco la FRATELLANZA (di Nobiltà e Coraggio).
Un amico fraterno, dotato di Saggezza e di Cuore, di Umiltà e Rispetto, con il quale - insieme a tutti i Voi, nuovi amici SIGNORI e CAVALIERI (Principi, Duchi, Conti, Nobili e Dignitari, che vedo tra di voi ma non nomino per brevità) fedeli alla Tradizione, abbiamo iniziato il cammino di ricostruzione dell’Uomo Nuovo: “Nobile (di qualità) e Coraggioso (nel fare).. Sempre guidato dal verbo AMARE non dal verbo AVERE”.


