top of page

L'Elefante elegante: che voleva entrare nella bottiglia e viaggiare

  • Immagine del redattore: giadimanews
    giadimanews
  • 17 gen 2024
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 21 gen 2024

23/09/2019

Il viaggio dell'eroe in una fiaba breve, per bambini e non.


C'era una volta un elefante elegante che aveva un sogno diverso dai suoi simili.


PERSONAGGI:

Elefante elegante, il sognatore;

Elefante con iPhone, il solutore;

Altri elefanti, il coro;

Bambina, la nuova amica.


La storia di un viaggio


Non sapeva come fare.

Il buco era stretto.

E la bottiglia piccola piccola.

E lui grande e grosso.

Però fuori pioveva e dentro no.

Dentro era caldo.

Fuori invece faceva freddo.


L’elefante ragionava..

Entro di testa.

Entro con la proboscide prima.

Con una zampetta.

O con l’altra?

O forse con la coda?

Ehhh ninete.

Non c’era modo.


Allora un altro elefante con l’iPhone gli disse:

Elefantone tu sei assaj gruoss.

Lì dentro non ci stai manco a fette,

e neppure tritato.

O’vvuo capire o no?

Dicette l’elefante con l’iphone.


Ma quello non si dava pace.

Era disperato.

Confuso...

Ogni cosa gli appariva sensa senso.

E dicette:

Piuttosto io mi ammazzo!

E pianse.


Tirava capocciate.

Contro gli alberi.

Contro altri elefanti.

Capocciate belle forti.

Da farli quasi morire agli altri.

E poi correva e tirava capocciate pure contro i muri.

Il povero elefante elegante.


E corri e tira capocciate.

E capate di qua e capate di la.

Ed insulti di altri elefanti meno eleganti.. da far accaponare la pelle.

Ad un certo punto l’elefantone si addormenta.

Qualcuno degli altri in realtà sperava che stesse morendo.

Ma quello c’aveva la capa tosta assaje.

Chiudi un occhio, chiudi l’altro..

Il gigante stramazza nel sonno profondo.


Gli altri elefanti pronti con le seghe elettriche, lo volevano fare a pezzi al poveriello disperato.

Allora quello con l’iPhone capì.

Se non puoi mettere un elefante nella bottiglia, forse è la bottiglia che può andare intorno a lui!

Lo disse agli altri.

E tutti pronti per spaccargli la bottigilia in testa.


Ma quello che fece.. disse:

Ragazzi e che ci vogliamo sporcare le mani per un fessacchiotto energumero di sei tonnellate??

Esaudiamo il suo desiderio accussì a fernesce e rompere.

Mò vi faccio vedere io!!

Prese la bottiglia.

Prese l’iPhone e si allontanò.


Più si allontanava più il ciccione si faceva piccolo.

Fino al punto che la bottiglia lo riuscì a contenere..

Quindi scattò la foto.

Il bestione era dentro la bottiglia.

Solo a livello di prospettiva certamente.


Corri corri tutti in gruppo andarono a cercare una stamperia.

Per stampare la foto.

Ma era domenica.

Bussa.

Bussa.

Nessuno rispondeva.

Allora uno si incazzò e ruppe la porta con una zampa.

E con la proboscide trasformata in dito, stampò la foto.


Tutti corsero felici con la foto in zampetta.

Gigantone vedi che durante il sonno hai trovato il modo di entrare,

Gigantone...

Gigantòòò..

Ma il gigantone elegane non stava più lì.

Se ne era fujuto.


Gira che ti rigira dove era finito sto gigante di terra?

Devastato dal dolore aveva deciso di diventare un gigante di mare.

Sul picco dello scoglio di Furore l’elefante voleva trasformasi in uno scoglio grande grande.

Gettò la bottiglia.

E poi vi si getto dietro.

Tentando di morire.

Ma poche cose uccidono un gigante.


Una bambina che era li a guardare vide il salto e vide il gigante.

Gli si avvicinò e disse:

Signor gigante, ma lei che è un elefante così elegante.. perchè ha fatto una fesseria così grande?

Perchè ho un sogno che tutti dicono che è impossibile

E quale sarebbe?

Entare in quella bottiglia per poi viaggiare.

Mio caro ma a me pare che questo si può fare.


La bambina prese un foglio dal suo zainetto..

Ed un carboncino di mare.

Disegnò un elefante elegante.

E lo infilo nella bottiglia piccina piccina.

Vede signor Elefante, quando un sogno è così abbondante, quella cosa può diventare vera e vede, anche viaggiante.


Sulla riva della spiaggia del Furore l’elefante e la bambina, abbracciati, avviarono quel sogno così grande su una piccola barca viaggiante.

Sponda di mare, vento di terra, un gigante dolorante e una bambina sognate aprirono i cuori ad un’amicizia infinitamente grande e quindi mirabolante.


" I create works where music and dramatic narrative meet the metaphysical dimension of human experience. "
bottom of page